Reddito di formazione

Il lavoro può essere sia emancipazione sia sfruttamento: farlo diventare l’una o l’altra cosa, dipende da noi. Politica, sindacato, imprese. Perché sia emancipazione dobbiamo sempre mettere al centro la dignità del lavoro, non l’assistenzialismo. Perché non sia sfruttamento dobbiamo leggere il lavoro che c’è oggi, non quello che c’era nel Novecento. Che si tratti di un operaio dentro una catena di montaggio o di un giovane dietro a una finta partita IVA, quello che non deve cambiare è la determinazione ad affermare i diritti. Di tutti. La crisi da Covid19 ha dimostrato tutta la debolezza del welfare in Italia. Una debolezza che non possiamo risolvere con qualche bonus mensile dato a destra o a manca. C’è bisogno di una riforma complessiva del nostro stato sociale. La trasformazione tecnologica stava già cambiando i lavori che faremo e il modo in cui lavoreremo. Adesso, questi cambiamenti andranno ancora più veloci e dovremo andare più veloci anche noi. Servono coraggio e immaginazione. Non partiamo da zero, come spesso dimentica la politica nella sua smania di piantare bandierine o lanciare task force. Su questi temi, per esempio, ci sono proposte che i promotori della nostra associazione portano avanti da tempo. Alcune le ricordiamo qui, come semplice punto di partenza di un percorso che vogliamo fare insieme a chi vorrà unirsi a Volare. 

Contributi

Il lavoro che cambia

di Titti Di Salvo

Lo Statuto ha 50 anni. Quali regole per riconoscere oggi il valore sociale, la dignità e la libertà del lavoro?

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Vogliamo sussidi lavoro

di Maurizio Del Conte

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Basta trasformare i denari in sussidi, servono riforme

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Non solo reddito di formazione

Uno Statuto nuovo

di Chiara Gribaudo

La necessità di riscrivere uno Statuto che contempli le nuove fragilità, ovvero quelle che non c’erano cinquant’anni fa.

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