L’anno che verrà

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di Tommaso Nannicini

Il 2020 è stato un anno terribile, duro, in cui una pandemia ha generato ansie e fragilità economiche, conficcando ferite profonde nel nostro cuore, individuale e collettivo. Ferite che faranno fatica a cicatrizzarsi: persone che se ne sono andate senza un saluto; sogni, lavori e investimenti che rischiano di non avere un futuro; bambine e bambini che hanno perso conoscenze e socialità fondamentali per crescere; disuguaglianze già intollerabili che si sono allargate; la solitudine di chi non aveva un tetto dove dormire e si è ritrovato anche senza un sorriso da incrociare; la solitudine di persone con disabilità che hanno subito la violenza dell’isolamento; la solitudine di chi non sa quanti anni avrà ancora per recuperare quegli abbracci che ti fanno sentire vivo, per recuperare quel senso di essere ancora utile al mondo trasferendo amore e conoscenze alle generazioni che sono arrivate dopo di te.

La (triste) rinuncia al desiderio di genitorialità

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di Emanuela Mastropietro

Da diversi anni ormai siamo abituati a leggere questi titoli. Siamo talmente abituati che neanche ci chiediamo più che cosa significa tutto questo. Sappiamo, perché ce lo dicono i giornali periodicamente, che l’invecchiamento della popolazione ha gravi ripercussioni economiche, sociali, sanitarie e di sostenibilità del nostro prezioso sistema di welfare.

STAFFETTA PER LA CITTADINANZA

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STAFFETTA PER LA CITTADINANZA

Da venerdì 6 novembre ore 16, con cadenza bisettimanale, attiviste, attivisti e associazioni della rete per la cittadinanza saranno “virtualmente” in piazza a Montecitorio con degli eventi online per spronare i politici, con la forza delle argomentazioni, a costruire una road map per la riforma della cittadinanza.